Le “Ali” di Monica Shannon

Introspezione metallica e digita che diventa rock antico di uno “Sting” anni ’90…e suona “The Answer”.

Rock che graffia e si poggia sul groove quando suona il singolo “Make me Real”. E poi ci troviamo in Irlanda con i whistle della tradizione e quel leggero sostegno digitale di luci industriali e una melodia che porta al ritmo appena tribale. La voce di Monica Shannon è come una favola in cui veniamo rinchiusi…e ci sono alberi e case di legno e poi ci sono i cattivi su motociclette di ferro e poi ci sono le “Ali” per oltrepassare il confine.

Un nuovo disco che alla fine trasgredisce anche a questo suo mood internazionale di folk di pop e di rock tenuto stretto per quasi ogni brano quando la Shannon ci canta “Something You Should Know” che quasi ci riporta a quel leggerissimo profumo di spazzole e swing e folk di James Taylor. Un ascolto che portiamo alla luce e vi regaliamo con l’invito di farlo vostro…ma vostro davvero. Un po’ come oltrepassare i confini…

E poi scorre l’ascolto e scorrono le sorprese. Due omaggi? Anche questo nelle 9 tracce della Shannon. Un brano come “Boundless Space” non poteva che anticipare la cover “Forbidden Colours”.
È stata solo una mia impressione quella di cogliere uno spazio sonoro coerente e continuativo tra i due brani?
Hai colto perfettamente il mio intento. Quando ho creato la tracklist ho cercato di mantenere una coerenza sonora per tutto l’album.

Vorrei condividere con te un’analisi e sapere cosa ne pensi. Spazio inteso come geometria. C’è tanta aria in questo disco…c’è tanto spazio. Anche questo è un ingrediente portante di tutto il lavoro…
Lo spazio è fondamentale per librarsi nell’aria. Quando ho iniziato la stesura del mio nuovo album “Ali”, il titolo è stato immediato. Ho pensato ad un volo liberatorio, lontano da contesti sofferti, verso il sereno, i colori, l’amore. A tale proposito, ho scelto 9 brani di grandi aperture, sia nei suoni che nei testi, proprio per far trasparire il significato più profondo di questo mio nuovo lavoro.. lasciare l’oscurità per tornare a vivere.

Si ringrazia BlogMusic