“Ali”, la recensione di Fullsong

Il 9 è un numero importante per un’artista attenta ai dettagli come lei.

E la numerologia è solo una sfaccettatura del complesso poligono di cristallo che vive di un equilibrio stabile ma apparente, degno di ogni artista che dalla vita ricerca amore e libertà di espressione.

Monica Shannon, italianissima e con una matrice classica nei suoi primi approcci al canto e alla musica, arriva oggi al suo nuovo disco dal titolo “Ali”.

E sono 9 i brani che lo contengono di cui 2 sono omaggi che senza apparente coerenza poggiano sicuri il loro piede ad interrompere una corsa. Apparentemente…perché una splendida cover della famosissima “Forbidden Colours” non può che fare la sua figura soprattutto in un corredo sonoro e filologico come quello che ci regala la Shannon.

E poi a chiusura, dopo un intero disco che fa la spola tra Dublino e i monti Appalachiani (passando per qualche club di gran gala), troviamo l’italianissima “L’Isola Delle Fate”scritta dal suo producer Stefano Pulga.

Un disco irish?

Si se lo intendiamo pregiato di quello stampo internazionale che strizza soltanto un occhio verso certe direzioni – come dire – didascaliche. E in tal caso ascoltiamo il brano “Light” per capire immediatamente cosa cerco di dire. Americano allora? Certamente se riconosciamo l’inglese come lingua portante in una struttura anche qui di pop industriale di grande pregio.

E per capirne la ciccia vorrei poter accostare questo disco a “Strange Little Girls” di Tori Amos – con le dovute distanze di rispetto e di carriera, senza togliere e senza dare niente a nessuno siachiaro.
Forse lo troverete un paragone azzardato o poco coerente ma sicuramente negli intenti come nei sapori la nostra Shannon mi ha fatto molto ricordare questo disco prezioso. Niente che sia italiano, niente musica leggera propriamente sanremese, niente testi smielati dalle rime facili. Un lavoro che vi invito a fare vostro e da cui poter trarre numerosi spunti d’ispirazione.

In questo disco c’è aria…non a caso, forse, si intitola “Ali”.

 

Si ringrazia FullSong